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	<title>Religione 2.0 - L&#039;ora di religione nell&#039;era digitale &#187; educazione</title>
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		<title>Religione 2.0 - L&#039;ora di religione nell&#039;era digitale &#187; educazione</title>
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		<title>La parabola dell&#8217;insegnante che sapeva vedere lontano</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Oct 2011 05:00:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una cara amica e collega mi ha inviato questa &#8220;Parabola&#8221; che volentieri pubblico sul blog, perchè potrebbe essere utile da leggere a scuola. Un giorno un&#8217;insegnante chiese ai suoi studenti di fare una lista dei nomi degli altri studenti nella stanza su dei fogli di carta, lasciando un po&#8217; di spazio sotto ogni nome. Poi [...]<p>Post from: <a href="http://www.religione20.net">Religione 2.0 - Religion 2.0</a><br/><br/><a href="http://www.religione20.net/2011/10/08/la-parabola-dellinsegnante-che-sapeva-vedere-lontano/">La parabola dell&#8217;insegnante che sapeva vedere lontano</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.religione20.net/wp-content/uploads/2011/10/american-.jpg"><img src="http://www.religione20.net/wp-content/uploads/2011/10/american-.jpg" alt="" title="american" width="300" height="193" class="alignleft size-full wp-image-15859" /></a>Una cara amica e collega mi ha inviato questa &#8220;Parabola&#8221; che volentieri pubblico sul blog, perchè potrebbe essere utile da leggere a scuola.</p>
<blockquote><p>Un giorno  un&#8217;insegnante chiese ai suoi studenti di fare una lista dei nomi degli altri  studenti nella stanza su dei fogli di carta, lasciando un po&#8217; di  spazio sotto ogni nome.<br />
         Poi  disse loro di pensare la cosa più bella che potevano dire su ciascuno dei loro compagni di classe e  scriverla.<br />
         Ci volle  tutto il resto dell&#8217;ora per finire il lavoro, ma all&#8217;uscita ciascuno degli studenti consegnò il suo foglio.<br />
         Quel sabato  l&#8217;insegnante scrisse il nome di ognuno su un foglio separato, e vi aggiunse la lista di tutto  ciò che gli altri avevano detto su di lui/lei.<br />
         Il lunedì successivo diede ad ogni studente la propria lista. Poco dopo, l&#8217;intera classe stava sorridendo.<br />
         &#8220;Davvero?&#8221;sentì sussurrare.<br />
         &#8220;Non sapevo di contare così  tanto per qualcuno!&#8221;<br />
         &#8220;Non pensavo di piacere tanto agli altri&#8221; erano le frasi più  pronunciate.<br />
         Nessuno  parlò più di quei fogli in classe, e la prof non seppe se i ragazzi l&#8217;avessero discussa dopo le lezioni  o  con i genitori, ma non aveva importanza: l&#8217;esercizio era servito al suo  scopo. Gli studenti  erano felici di se stessi e divennero sempre più uniti.<br />
         Molti anni più tardi, uno degli  studenti venne ucciso in Vietnam e la sua insegnante partecipò al funerale.<br />
         Non aveva mai visto un soldato nella  bara prima di quel momento: sembrava così bello e così maturo&#8230;<br />
         La chiesa era riempita dai suoi  amici.<br />
         Uno ad uno  quelli che lo amavano si avvicinarono alla bara, e l&#8217;insegnante fu l&#8217;ultima  a salutare la salma.<br />
         Mentre stava lì, uno dei soldati presenti le domandò: &#8220;Lei era l&#8217;insegnante di matematica di  Mark?&#8221;..<br />
         Lei annuì,  dopodiché lui le disse &#8220;Mark parlava di lei spessissimo&#8221;<br />
         Dopo il funerale, molti degli ex compagni di classe di  Mark andarono insieme al rinfresco. I genitori di Mark stavano lì, ovviamente in attesa di  parlare con la sua insegnante.<br />
         &#8220;Vogliamo mostrarle una cosa&#8221;, disse il padre,  estraendo un portafoglio dalla sua tasca. &#8220;Lo hanno trovato nella sua giacca quando venne  ucciso.<br />
         Pensiamo che  possa riconoscerlo&#8221;<br />
         Aprendo il portafoglio, estrasse con attenzione due pezzi di carta  che erano stati  ovviamente piegati, aperti e ripiegati molte volte. L&#8217;insegnante  seppe ancora prima di  guardare che quei fogli erano quelli in cui lei aveva scritto tutti i complimenti che i  compagni di classe di Mark avevano scritto su di lui.<br />
         &#8220;Grazie mille per averlo fatto&#8221;, disse  la madre di Mark. &#8220;Come può vedere, Mark lo conservò come un tesoro&#8221;<br />
         Tutti gli ex compagni di classe di Mark  iniziarono ad avvicinarsi. Charli sorrise timidamente e disse &#8220;Io ho ancora la mia lista. E&#8217; nel  primo cassetto della  mia scrivania a casa &#8220;.<br />
         La moglie di Chuck disse che il marito le aveva chiesto di  metterla nell&#8217;album di  nozze, e Marilyn aggiunse che la sua era conservata nel suo diario. Poi Vicki, un&#8217;altra compagna,  aprì la sua agenda e tirò fuori la sua lista un po&#8217; consumata, mostrandola al  gruppo. &#8220;La porto sempre con me, penso che tutti l&#8217;abbiamo conservata&#8221;.<br />
         In quel momento l&#8217;insegnante si sedette  e pianse. Pianse per Mark e per tutti i suoi amici che non l&#8217;avrebbero più  rivisto. Ci sono così  tante persone al mondo che spesso dimentichiamo che la vita finirà un giorno o l&#8217;altro. E non  sappiamo quando accadrà.<br />
         Perciò dite alle persone che le amate e che vi importa di loro, che sono speciali e  importanti. Diteglielo prima che sia troppo tardi.
</p></blockquote>
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		<title>Controllo 2.0</title>
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		<pubDate>Fri, 13 May 2011 05:05:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.religione20.net/wp-content/uploads/2011/05/Controllo-2.0.png"><img src="http://www.religione20.net/wp-content/uploads/2011/05/Controllo-2.0.png" alt="" title="Controllo 2.0" width="350" height="160" class="alignleft size-full wp-image-15304" /></a>Alla difficoltà dei genitori di instaurare un rapporto sereno e maturo con i propri figli, chi insegna lo sa bene, sembra che oggi si possa porre rimedio grazie al web 2.0. E&#8217; uscita infatti una nuova web application, <a href="http://www.imok.com/">I&#8217;mOk</a>, ancora in fase beta, che permetterà a papà e mamma, mentre sono giocare a golf o a fare shopping, di controllare l&#8217;esatta ubicazione dei figli in ogni istante della giornata. Un modo per sapere dove sono i pargoli senza troppo infastidirli, almeno così recita lo slogan promozionale. In pratica i ragazzi sono invitati a fare foto, a taggarsi, a condividere la propria posizione, in modo da acquistare punti che poi saranno utilizzati dal genitore per fare regali o aumentare la paghetta, tutto grazie ai nuovi smartphone. Infatti, mentre prima si poteva al massimo fare una telefonata e ricevere un sms, oggi grazie alla geolocalizzazione, alla fotocamera e ai social network è possibile sapere in tempo reale dove sono i propri figli, sempre che i figli si vogliano far trovare. </p>
<blockquote><p>E conoscendo la scaltrezza degli adolescenti, sarà sicuramente semplice per loro raccogliere punti quando sono in luoghi protetti e che piacciono ai genitori, e tenere il cellulare spento (tanto non c&#8217;era campo&#8230;) quando devono nascondere qualcosa a mamma e papà. Così i genitori saranno felici e i ragazzi pure, anzi di più, perchè oltre a fare quello che vogliono avranno anche un bel premio&#8230;
</p></blockquote>
<p>Qui sotto il video promozionale in inglese.</p>
<p><iframe src="http://player.vimeo.com/video/22556414?title=0&amp;byline=0" width="400" height="225" frameborder="0"></iframe>
<p><a href="http://vimeo.com/22556414">ImOK Intro Video &#8211; Knowing without the nagging</a> from <a href="http://vimeo.com/imok">I&#039;mOK</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
<p>Post from: <a href="http://www.religione20.net">Religione 2.0 - Religion 2.0</a><br/><br/><a href="http://www.religione20.net/2011/05/13/controllo-2-0/">Controllo 2.0</a></p>
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		<title>Votati dai ragazzi?</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Apr 2010 05:00:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La dove non arriva lo Stato arriva forse il web? Sembra che ormai in America, sia impazzata la moda di dare il voto ai professori su alcuni social network nati a questo scopo. Il fenomeno è cominciato nelle Università e nei Campus degli Stati Uniti e da noi è arrivato negli ultimi due anni. Non [...]<p>Post from: <a href="http://www.religione20.net">Religione 2.0 - Religion 2.0</a><br/><br/><a href="http://www.religione20.net/2010/04/19/votati-dai-ragazzi/">Votati dai ragazzi?</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.religione20.net/wp-content/uploads/2010/04/pagella.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-11064" title="pagella" src="http://www.religione20.net/wp-content/uploads/2010/04/pagella.jpg" alt="" width="230" height="318" /></a>La dove non arriva lo Stato arriva forse il web? Sembra che ormai in America, sia impazzata la moda di dare il voto ai professori su alcuni social network nati a questo scopo. Il fenomeno è cominciato nelle Università e nei Campus degli Stati Uniti e da noi <a href="http://www.votailprof.it" target="_blank">è arrivato</a> negli ultimi due anni. Non sono più solamente gli insegnanti a stilare i voti, ma anche gli alunni possono dire quanto quell&#8217;insegnane sia valido oppure no, a loro giudizio ovviamente. Molti insegnanti forse tremeranno? Che dire di questo fenomeno che per il momento non è ancora esploso in Italia come moda giovanile, ma che potrebbe prima o poi diventarlo? A ben vedere oggi tutto funziona con il voto, anzi con il televoto, e gli adolescenti attaccati al loro cellulare hanno il potere di decidere chi vincerà Sanremo o il Grande Fratello. Ci chiediamo se siano pronti per questo ruolo che il mondo della comunicazione stà sempre più mettendo nelle loro mani. In questa logica, più che altro commerciale, che si sta affermando, decidere se un concorrente o un insegnante debbano andare a casa, appare agli occhi dei ragazzi più o meno la stessa cosa. Un sistema di valutazione ben strutturato e più costante dei lavoratori, specie nel mondo della scuola, forse andrebbe introdotto, anche perchè si ha a che fare con &#8220;materiale umano&#8221;; da qui ad accogliere il giudizio degli alunni, ce ne corre.</p>
<blockquote><p>Eppure il nuovo corso della rete, quello social per intenderci, rischia di mettere in piazza con estrema facilità, quei difetti che anche un insegnante o un educatore modello può avere se in quel momento non risponde a determinate esigenze dell&#8217;utenza. Sarebbe forse il caso di ridimensionare il ruolo sempre più di primo piano che la società affida ai giovanissimi. Senza nulla togliere ad una serena e oggettiva valutazione dell&#8217;operato di un insegnante che deve venire però da fonti autorevoli e competenti.</p></blockquote>
<p>Post from: <a href="http://www.religione20.net">Religione 2.0 - Religion 2.0</a><br/><br/><a href="http://www.religione20.net/2010/04/19/votati-dai-ragazzi/">Votati dai ragazzi?</a></p>
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		<title>Testimoni nel mondo digitale: alcune semplici regole</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Apr 2010 05:00:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il rapporto degli educatori con i minori in rete, richiede oggi ancor più che in passato, attenzione e anche una buona dose di precauzione. Sia come operatori nel mondo della scuola, che come operatori pastorali, catechisti, animatori ecc&#8230;, nelle relazioni mediali, considerando che i bambini cominciano a iscriversi a Facebook già in quarta elementare, si [...]<p>Post from: <a href="http://www.religione20.net">Religione 2.0 - Religion 2.0</a><br/><br/><a href="http://www.religione20.net/2010/04/16/testimoni-nel-mondo-digitale-alcune-semplici-regole/">Testimoni nel mondo digitale: alcune semplici regole</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.religione20.net/wp-content/uploads/2010/04/oratorio.jpg"><img src="http://www.religione20.net/wp-content/uploads/2010/04/oratorio.jpg" alt="" title="oratorio" width="250" height="235" class="alignleft size-full wp-image-11020" /></a>Il rapporto degli educatori con i minori in rete, richiede oggi ancor più che in passato, attenzione e anche una buona dose di precauzione. Sia come operatori nel mondo della scuola, che come operatori pastorali, catechisti, animatori ecc&#8230;, nelle relazioni mediali, considerando che i bambini cominciano a iscriversi a Facebook già in quarta elementare, si devono seguire delle poche semplici regole, dettate più che altro dal buon senso e dalla saggezza dell&#8217;età adulta. Perchè da una parte la scuola, la chiesa stessa, invitano sempre di più gli educatori a entrare nel mondo dei giovani e utilizzare i nuovi media per relazionarsi con loro, dall&#8217;altra non essendoci regole chiare in proposito, si rischia che qualche genitore non approvi che si possa fare istruzione o educazione anche sul web con i loro figli. Prendiamo come esempio il social tetwork del momento, Facebook, dove è facile che gli alunni o i ragazzi del catechismo ci chiedano l&#8217;amicizia. Le possibilità possono essere solo due, o si accetta o non si accetta, sia che si tratti del nostro unico profilo, sia che si tratti di un altro account creato ad hoc per la scuola o per la parrocchia. Non accettare sinceramente mi sembrerebbe un venir meno allo spirito che anima il web 2.0 e l&#8217;entusiasmo con il quale i ragazzi vogliono che estendiamo la nostra amicizia verso di loro anche sul web. Accettare però significa avere la possibilità di rapportarsi a loro in modalità &#8220;uno a uno&#8221; che non è consigliabile specialmente con i più piccoli. Che fare allora? La soluzione a mio avviso risiede in un atteggiamento trasparente, corretto, anche nei confronti dei genitori, che devono essere informati nelle sedi più opportune, in parrocchia la domenica, a scuola nei ricevimenti o nei consigli di classe. Contestualmente è bene sempre far riferimento anche al Dirigente Scolastico o al Parroco. Un eccesso di prudenza in questi casi non è mai troppo. E anche nel caso in cui non ci siano, da parte dei genitori, ostacoli di nessun genere, come spesso succede, il consiglio è quello di scegliere bene la modalità di relazione tramite posta, messaggi in bacheca, commenti ecc&#8230; </p>
<blockquote><p>Personalmente mi sembra che l&#8217;invio generico di comunicazioni a tutti indistintamente (lezioni, avvisi, segnalazioni di materiali online, video ecc&#8230;) possa essere una strada percorribile, preferendo così la modalità &#8220;uno a molti&#8221;. Fatte salve queste poche semplici regole, sono sicuro che ognuno sceglierà le proprie strade per dialogare al meglio sul web con i ragazzi che gli sono affidati, basta però che le modalità siano state concordate e decise a priori, per la serena e pacifica convivenza e lavoro di tutti, educatori, genitori e figli.</p></blockquote>
<p>Post from: <a href="http://www.religione20.net">Religione 2.0 - Religion 2.0</a><br/><br/><a href="http://www.religione20.net/2010/04/16/testimoni-nel-mondo-digitale-alcune-semplici-regole/">Testimoni nel mondo digitale: alcune semplici regole</a></p>
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		<title>Internet in sicurezza</title>
		<link>http://www.religione20.net/2010/04/09/internet-in-sicurezza/</link>
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		<pubDate>Fri, 09 Apr 2010 05:00:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[educazione]]></category>
		<category><![CDATA[nativi digitali]]></category>

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		<description><![CDATA[La grande preoccupazione dei genitori che hanno figli &#8220;nativi digitali&#8221;, è che internet sia un mondo pericoloso, in gran parte sconosciuto, del quale però purtroppo non si può più fare a meno. Si stanno per fortuna moltiplicando gli incontri in parrocchia, i convegni, i seminari di studio, per &#8220;formare&#8221; i genitori alla conoscenza e alle [...]<p>Post from: <a href="http://www.religione20.net">Religione 2.0 - Religion 2.0</a><br/><br/><a href="http://www.religione20.net/2010/04/09/internet-in-sicurezza/">Internet in sicurezza</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.religione20.net/wp-content/uploads/2010/04/genitori-e-figli.png"><img src="http://www.religione20.net/wp-content/uploads/2010/04/genitori-e-figli.png" alt="" title="genitori e figli" width="250" height="199" class="alignleft size-full wp-image-10900" /></a>La grande preoccupazione dei genitori che hanno figli &#8220;nativi digitali&#8221;, è che internet sia un mondo pericoloso, in gran parte sconosciuto, del quale però purtroppo non si può più fare a meno. Si stanno per fortuna moltiplicando gli incontri in parrocchia, i convegni, i seminari di studio, per &#8220;formare&#8221; i genitori alla conoscenza e alle precauzioni da prendere insieme ai figli quando si entra in internet. Mercoledi 14 aprile al palafiori di Sanremo, è previsto il 4° convegno &#8220;Internet e minori: sicurezza in rete&#8221; dal titolo <a href="http://www.riviera24.it/articoli/2010/04/07/83089/mercoledi-14-al-palafiori-il-convegno-anonimo-digitale-lidentita-dei-minori-su-internet" target="_blank">&#8220;Anonimo digitale: l’identità dei minori su Internet&#8221;</a>.  Il convegno è stato pensato come una giornata di formazione per giovani e adulti, sulla protezione dei dati e dell&#8217;identità personale nel mondo digitale della rete. L&#8217;Associazione Webmaster Cattolici ha messo a disposizione già da tempo, nel suo sito, una simpatica <a href="http://www.webcattolici.it/pls/webcattolici/v3_s2ew_consultazione.redir_allegati_doc?p_id_pagina=212&amp;p_id_allegato=172&amp;p_url_rimando=%2Fwebcattolici%2Fallegati%2F212%2FDecalogo_def.pdf" target="_blank">guida illustrata</a> che può essere utile ad un genitore che vuole educare il figlio ad un corretto uso del computer e di internet. Di solito infatti gli atteggiamenti che vengono assunti dai genitori in questo senso sono molto sbrigativi e diciamo più &#8220;comodi&#8221;: o l&#8217;atteggiamento censorio, oppure quello permissivo/senza controllo, entrambi non adeguati ai ragazzi. </p>
<blockquote><p>Anche la Polizia di Stato, in collaborazione con Microsoft, ha lanciato in questi giorni un sito internet <a href="http://notizie.it.msn.com/polizia-di-stato/" target="_blank">&#8220;C&#8217;è più sicurezza insieme&#8221;</a>, dove reperire informazioni utili sulla navigazione sicura, una pagina su Facebook, <a href="http://www.facebook.com/pages/Rome-Italy/Agente-LISA/133285536373" target="_blank">&#8220;Agente Lisa&#8221;</a>, della quale ragazzi e genitori possono diventare fans, e una &#8220;Giornata della sicurezza sul web&#8221; che verrà celebrata ogni anno il 2 aprile. </p></blockquote>
<p>Fonte: <a href="http://ieducazione.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/" target="_blank">iEducAzione</a></p>
<p>Post from: <a href="http://www.religione20.net">Religione 2.0 - Religion 2.0</a><br/><br/><a href="http://www.religione20.net/2010/04/09/internet-in-sicurezza/">Internet in sicurezza</a></p>
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		<title>Il digiuno e l&#8217;educazione alla rinuncia</title>
		<link>http://www.religione20.net/2010/04/02/il-digiuno-e-leducazione-alla-rinuncia/</link>
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		<pubDate>Fri, 02 Apr 2010 05:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[educazione]]></category>
		<category><![CDATA[pasqua]]></category>
		<category><![CDATA[digiuno]]></category>
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		<description><![CDATA[Colgo l&#8217;occasione del Venerdi Santo per fare una piccola riflessione sul digiuno e sull&#8217;educazione alla rinuncia, prima di andare in pausa per la festività di Pasqua. Non sono io a dirlo ma ormai è una opinione condivisa, come sia sparita dal vocabolario, almeno nel mondo occidentale, la parola rinuncia. Se questo è vero per il [...]<p>Post from: <a href="http://www.religione20.net">Religione 2.0 - Religion 2.0</a><br/><br/><a href="http://www.religione20.net/2010/04/02/il-digiuno-e-leducazione-alla-rinuncia/">Il digiuno e l&#8217;educazione alla rinuncia</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.religione20.net/wp-content/uploads/2010/04/cristo-nel-deserto.jpg"><img src="http://www.religione20.net/wp-content/uploads/2010/04/cristo-nel-deserto.jpg" alt="" title="cristo-nel-deserto" width="300" height="265" class="alignleft size-full wp-image-10799" /></a>Colgo l&#8217;occasione del Venerdi Santo per fare una piccola riflessione sul digiuno e sull&#8217;educazione alla rinuncia, prima di andare in pausa per la festività di Pasqua. Non sono io a dirlo ma ormai è una <a href="http://www.corriere.it/cronache/10_aprile_01/cattolici_digiuno_dimenticato_lorenzo_salvia_1828dd70-3d53-11df-9bd9-00144f02aabe.shtml" target="_blank">opinione condivisa</a>, come sia sparita dal vocabolario, almeno nel mondo occidentale, la parola rinuncia. Se questo è vero per il mondo degli adulti tanto più lo è per i nostri ragazzi, cresciuti in una società opulenta dove il sacrificio non è contemplato. Eppure il cristianesimo e di conseguenza la cultura occidentale, si basa su un &#8220;sacrificio&#8221;, quello di Gesù sulla croce. </p>
<blockquote><p>Negli ultimi due anni si è cominciato a parlare di un nuovo digiuno anche e soprattutto per i giovani, ma non rispetto ai cibi, quanto piuttosto alla loro vita virtuale. Quest&#8217;anno su Facebook è stato creato un <a href="http://www.facebook.com/event.php?eid=100219096687126&amp;ref=mf" target="_blank">&#8220;Evento&#8221;</a> al quale hanno aderito quasi 4000 persone, &#8220;Venerdi Santo senza Facebook&#8221;. Anche se questo non sarà il digiuno prescritto per questi giorni dalla Chiesa, è importante tornare a parlare una lingua adatta ai più giovani cominciando con questi piccoli gesti molto concreti, che educano comunque al senso della rinuncia. </p></blockquote>
<p>Fonte: <a href="http://ieducazione.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/" target="_blank">iEducAzione</a></p>
<p>Post from: <a href="http://www.religione20.net">Religione 2.0 - Religion 2.0</a><br/><br/><a href="http://www.religione20.net/2010/04/02/il-digiuno-e-leducazione-alla-rinuncia/">Il digiuno e l&#8217;educazione alla rinuncia</a></p>
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		<title>Il dono dell&#8217;ubiquità</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Mar 2010 05:00:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[didattica]]></category>
		<category><![CDATA[educazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Un tempo era prerogativa dei grandi Santi, la cosidetta bilocazione o ubiquità, l&#8217;essere cioè in più parti nello stesso istante; scherzi a parte, oggi invece si torna a parlare di ubiquità a proposito dei nuovi media (specialmente cellulari, palmari, netbook) che permettono la connessione alla rete sempre e ovunque ci si trovi. L&#8217;abbattimento dei costi [...]<p>Post from: <a href="http://www.religione20.net">Religione 2.0 - Religion 2.0</a><br/><br/><a href="http://www.religione20.net/2010/03/29/il-dono-dellubiquita/">Il dono dell&#8217;ubiquità</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.religione20.net/wp-content/uploads/2010/03/ubiquità.jpg"><img src="http://www.religione20.net/wp-content/uploads/2010/03/ubiquità.jpg" alt="" title="ubiquità" width="225" height="300" class="alignleft size-full wp-image-10727" /></a>Un tempo era prerogativa dei grandi Santi, la cosidetta bilocazione o ubiquità, l&#8217;essere cioè in più parti nello stesso istante; scherzi a parte, oggi invece si torna a parlare di ubiquità a proposito dei nuovi media (specialmente cellulari, palmari, netbook) che permettono la connessione alla rete sempre e ovunque ci si trovi. L&#8217;abbattimento dei costi e la portabilità in termini di spazio e peso, sono i principali fattori che hanno aiutato la loro rapida diffusione specialmente nel mondo giovanile. Anche lo sviluppo delle reti mobili, 3G e Wi-Fi, hanno favorito la possibilità di essere &#8220;always connect&#8221;. A scuola e nelle università, si parla già di &#8220;Ubiquitous Learning&#8221;, l’apprendimento “in ogni momento e in ogni luogo”; superando lo spazio fisico dell&#8217;aula, lo studente può essere in diversi luoghi nello stesso istante: rispondere ad una email, controllare il proprio profilo su facebook, fare una ricerca che in quel momento gli è stata assegnata dall&#8217;insegnante, vedere un video&#8230; Questo pone però non pochi problemi per le nostre istituzioni scolastiche, poco attrezzate dal punto di vista tecnologico e ancorate a vecchi schemi di insegnamento/apprendimento. Ma pone anche altri problemi legati all&#8217;utilizzo in classe di cellulari e computer di ultima generazione magari dotati di webcam, problemi principalmente di privacy. Eppure stiamo andando in questa direzione. </p>
<blockquote><p>E&#8217; bene cominciare dunque ad educare i bambini fin da piccoli ad un corretto utilizzo di cellulari, computer, social network. Se gli insegnanti del futuro saranno più facilitatori del processo di apprendimento con le nuove tecnologie, che non vecchi trasmettitori del sapere, bisognerà che si trovino davanti studenti in grado di saper gestire le libertà che vengono loro concesse. E l&#8217;uso didattico dei cellulari in classe è sicuramente una di queste.</p></blockquote>
<p>Fonte: <a href="http://ieducazione.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/" target="_blank">iEducAzione</a></p>
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		<title>I Giovani e i Social Network</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Mar 2010 05:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[educazione]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>

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		<description><![CDATA[In questi giorni mi sono divertito a scuola a fare un sondaggio tra i miei alunni dell&#8217;ora di religione sull&#8217;uso di Facebook e dei social network in generale. Ho posto loro alcuni semplici domande alle quali sono stati ben contenti di rispondere, visto che a questo argomento sono molto interessati e a scuola non ne [...]<p>Post from: <a href="http://www.religione20.net">Religione 2.0 - Religion 2.0</a><br/><br/><a href="http://www.religione20.net/2010/03/26/i-giovani-e-i-social-network/">I Giovani e i Social Network</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.religione20.net/wp-content/uploads/2010/03/facebook.jpg"><img src="http://www.religione20.net/wp-content/uploads/2010/03/facebook.jpg" alt="" title="facebook" width="250" height="192" class="alignleft size-full wp-image-10700" /></a>In questi giorni mi sono divertito a scuola a fare un sondaggio tra i miei alunni dell&#8217;ora di religione sull&#8217;uso di Facebook e dei social network in generale. Ho posto loro alcuni semplici domande alle quali sono stati ben contenti di rispondere, visto che a questo argomento sono molto interessati e a scuola non ne parlano mai con gli insegnanti. Alla base della mia inchiesta il desiderio di capire come i social network, Facebook in primis, cambino le abitudini, il modo di pensare, il modo di relazionarsi dei giovani di oggi. Le risposte che hanno dato i ragazzi fotografano abbastanza bene e in parte spiegano quello che sta succedendo alle giovani generazioni di nativi digitali. Premesso che i risultati del sondaggio sono del tutto opinabili, perchè frutto di un campione di giovani molto limitato, ciò che è emerso si può sintetizzare così:</p>
<blockquote><p>1 &#8211; Gli adolescenti passano in media 1,30-2,00 ore al giorno sui social network<br />
2 &#8211; I motivi principali per cui si entra in un social network sono:<br />
  a) per giocare<br />
  b) per chattare<br />
  c) per condividere foto, filmati e frasi<br />
  d) per conoscere nuovi amici<br />
3 &#8211; I social network aiutano ad avere e ad essere più amici, a fare conoscenze che poi diventano reali, a recuperare amici persi, ad essere più estroversi e meno timidi, ad aprirsi di più, aiutano ad essere più pazienti.<br />
4 &#8211; I social network sono una fonte di informazione per ciò che avviene nel mondo, aiutano a conoscere i problemi dell&#8217;ambiente, della violenza e rende più consapevoli di ciò che ci circonda<br />
5 &#8211; Alla domanda se i social network possono aiutare ad essere migliori, peggiori o nessuna delle due, gran parte degli adolescenti sostiene che rende migliori oppure non influisce sul proprio modo di essere, solo in pochi sostengono che i social network possano influire negativamente sul proprio carattere.<br />
6 &#8211; L&#8217;iscrizione a gruppi di tipo socio-umanitario porta a conoscere situazioni ed emergenze prima ignorate. Per alcuni però la condivisione di link per cause come anche l&#8217;iscrizione a questi gruppi sarebbe inutile perchè non porta ad un cambiamento immediato della situazione denunciata.</p></blockquote>
<p>Prima considerazione da fare è che i social network, che lo si voglia o no, sono per la maggior parte degli adolescenti una esperienza significativa, al pari di altre esperienze della loro vita reale (scuola, sport, amici&#8230;); proprio per questo forse tendono a mitizzare lo strumento vedendone solo gli aspetti positivi, che comunque ci sono, e a non considerare quelli negativi altrettanto possibili. Seconda considerazione è che non essendoci molti spazi aggregativi oltre alla scuola, i social network stanno diventando per gli adolescenti un modo per coltivare e accrescere le loro amicizie. Terza considerazione che non emerge dal sondaggio ma che traggo dai colloqui fatti con loro, è che i genitori, salvo rari casi, non riescono a educarli ad un uso consapevole del mezzo, perchè non lo conoscono e i giovani in genere diffidano di chi parla loro senza cognizione di causa solo per fare una classica &#8220;romanzina&#8221;. Quarta ed ultima considerazione: forse è ancora presto per capire come questo modo nuovo di entrare in relazione con persone ed eventi da parte dei giovani, cambierà il volto delle società occidentali nel prossimo futuro; in questa fase però una cosa importante la possiamo fare, possiamo metterci ad ascoltare i giovani, possiamo &#8220;incarnarci&#8221; nella loro realtà per capire le attese, le domande che emergono da questo desiderio di stare in rete, di &#8220;esserci&#8221;, di &#8220;essere insieme&#8221;, che caratterizza la loro vita digitale in questo tempo e in questo &#8220;luogo &#8211; non luogo&#8221;, in cui siamo chiamati come testimoni ad annunciare la &#8220;buona notizia&#8221; che salva.</p>
<p>Fonte: <a href="http://ieducazione.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/" target="_blank">iEducAzione</a></p>
<p>Post from: <a href="http://www.religione20.net">Religione 2.0 - Religion 2.0</a><br/><br/><a href="http://www.religione20.net/2010/03/26/i-giovani-e-i-social-network/">I Giovani e i Social Network</a></p>
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		<title>Fenomeno &#8220;Avatar&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Mar 2010 06:31:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quest&#8217;anno è scoppiata la moda dell&#8217;Avatar, un tempo parola quasi sconosciuta, oggi anche il più giovane dei miei alunni sa che cosa è un avatar, o meglio crede di saperlo. Avatar è una parola sanscrita che significa sostanzialmente &#8220;scendere giù&#8221; e nella religione indù indica una incarnazione divina, una presenza terrena, di uno dei tanti [...]<p>Post from: <a href="http://www.religione20.net">Religione 2.0 - Religion 2.0</a><br/><br/><a href="http://www.religione20.net/2010/03/24/fenomeno-avatar/">Fenomeno &#8220;Avatar&#8221;</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.religione20.net/wp-content/uploads/2010/03/avatar.jpg"><img src="http://www.religione20.net/wp-content/uploads/2010/03/avatar.jpg" alt="" title="avatar" width="200" height="200" class="alignleft size-full wp-image-10675" /></a>Quest&#8217;anno è scoppiata la moda dell&#8217;Avatar, un tempo parola quasi sconosciuta, oggi anche il più giovane dei miei alunni sa che cosa è un avatar, o meglio crede di saperlo. Avatar è una parola sanscrita che significa sostanzialmente &#8220;scendere giù&#8221; e nella religione indù indica una incarnazione divina, una presenza terrena, di uno dei tanti dei che popolano il pantheon induista. Ma per la maggior parte degli utenti della rete, &#8220;avatar&#8221; è solo un&#8217;immaginetta che ci assomiglia, o più banalmente, il recente film in 3D di James Cameron, che ha fatto molto parlare di sè per gli effetti speciali, ma soprattutto per i tempi e i costi di produzione. </p>
<p>Si comincia a parlare di avatar digitale, con i mondi virtuali, che &#8220;donano&#8221; ai loro abitanti poteri e facoltà che nella vita reale non avrebbero.  Un avatar può camminare, parlare (azioni normali, ma non per chi è immobilizzato su una sedia a rotelle o non riesce a parlare), ma anche volare, uccidere e rinascere. Si è discusso e si discute ancora oggi, su come l&#8217;avatar e la seconda vita, possano essere usati in modo distorto, come una maschera che si indossa o come una fuga dalla realtà e dagli obblighi di tutti i giorni (il lavoro, gli affetti&#8230;). D&#8217;altra parte l&#8217;avatar è anche un modo scherzoso di presentarsi agli altri, simile per certi versi ad un altra maschera, quella del clown, e in questo senso assume una connotazione ludica rispettabilissima. Il rapporto con il proprio &#8220;doppio&#8221; digitale è stato studiato da Robbie Cooper, che ha scritto un libro <a href="http://www.amazon.com/Alter-Ego-Avatars-their-Creators/dp/1905712022/ref=cm_cr_pr_product_top" target="_blank">&#8220;Alter Ego&#8221;</a>, analizzando diverse personalità di &#8220;online gaming&#8221;, cioè di giocatori dei mondi virtuali, in rapporto al loro avatar. Dagli Stati Uniti all&#8217;Asia, Cooper spiega i diversi modi di rappresentazione virtuale attraverso gli avatar, per arrivare alla conclusione che limiti e potenzialità sono insiti in tutte le nuove forme di comunicazione. </p>
<blockquote><p>Recentemente mi sono fatto un&#8217;idea di un uso corretto dell&#8217;avatar in ambito educativo, leggendo una recensione di Scuola 3D, il mondo virtuale tutto italiano, dedicato alla scuola e ambiente protetto per i più piccoli; due scuole primarie hanno messo in atto un gemellaggio virtuale, ma prima di incontrarsi nel mondo in 3D con un proprio avatar, i bambini delle due scuole si sono conosciuti attraverso una webcam e poi hanno costruito una loro immagine digitale che rispecchiasse il loro aspetto fisico. A quei bambini è stato insegnato che dietro ad una avatar c&#8217;è sempre una persona, che bisogna rispettare l&#8217;altro senza ingannarlo, anche se si tratta di vita digitale, che per creare un avatar bisogna avere la consapevolezza di come si è, del proprio corpo, dei propri pregi e difetti. </p></blockquote>
<p>Esperienze di casa nostra, che però dovrebbero essere conosciute ed esportate anche altrove.</p>
<p>Fonte: <a href="http://ieducazione.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/" target="_blank">iEducAzione</a></p>
<p>Post from: <a href="http://www.religione20.net">Religione 2.0 - Religion 2.0</a><br/><br/><a href="http://www.religione20.net/2010/03/24/fenomeno-avatar/">Fenomeno &#8220;Avatar&#8221;</a></p>
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		<title>Testimoni o Narcisi&#8230; Digitali?</title>
		<link>http://www.religione20.net/2010/03/22/testimoni-o-narcisi-digitali/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 05:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[educazione]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; già un po&#8217; che se parla, ma il concetto rimane sempre lo stesso anche se assume nomi e sfumature diverse: narcisismo in rete, ego-surfing, narcisisti digitali ecc&#8230; Addirittura si parla di vere e proprie patologie legate alla depressione da assenza o esaltazione da presenza. Il desiderio di apparire, di esserci, quel &#8220;surfo ergo sum&#8221; [...]<p>Post from: <a href="http://www.religione20.net">Religione 2.0 - Religion 2.0</a><br/><br/><a href="http://www.religione20.net/2010/03/22/testimoni-o-narcisi-digitali/">Testimoni o Narcisi&#8230; Digitali?</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.religione20.net/wp-content/uploads/2010/03/narciso.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-10645" title="narciso" src="http://www.religione20.net/wp-content/uploads/2010/03/narciso.jpg" alt="" width="250" height="299" /></a>E&#8217; già un po&#8217; che se <a href="http://neapolis.blog.rai.it/2008/01/01/narcisisti-digitali-nea-polis-1108/" target="_blank">parla</a>, ma il concetto rimane sempre lo stesso anche se assume nomi e sfumature diverse: narcisismo in rete, ego-surfing, narcisisti digitali ecc&#8230; Addirittura si parla di vere e proprie patologie legate alla depressione da assenza o esaltazione da presenza. Il desiderio di apparire, di esserci, quel &#8220;surfo ergo sum&#8221; che sembra permeare la vita di molti cittadini digtali, affondano le radici forse in un contesto socio-culturale che appiattisce, che isola nelle proprie case, che non offre punti di riferimento, specialmente per le giovani generazioni. Una <a href="http://www.focus.it/sesso__comportamento/news/Tutti_narcisi_su_Facebook281002_1511.aspx" target="_blank">ricerca</a> condotta da una psicologa italiana che lavora alla University of Georgia, ha descritto bene il narcisismo su Facebook indicandone addirittura i tratti distintivi e insegnando ad altri a riconoscerlo. Che cosa è successo e perchè siamo arrivati a parlare di narcisi digitali? Lo sviluppo del web 2.0 negli ultimi anni ha rimesso al centro la persona dando voce a tutti, soprattutto a coloro che desiderano emergere dall&#8217;anonimato; un tempo c&#8217;era l&#8217;impegno sociale e politico a soddisfare questo desiderio di protagonismo, oggi è la rete la cura per le frustrazioni che la vita quotidiana porta inevitabilmente con se. Ora ci si chiede se il testimone digitale debba vivere la sua presenza in rete all&#8217;insegna di questa ricerca di consensi e di visibilità, oppure debbano essere altre le fondamenta sulle quali costruire una testimonianza autentica e nel nostro caso evangelica. Anche parlando di iEducAzione, viene da pensare che il testimone digitale è un &#8220;esserci per l&#8217;altro&#8221; e non per se stesso, e insegna agli altri a fare altrettanto. Specialmente nel mondo giovanile dove la ricerca di visibilità, di successo, alimentata dai reality show, spinge i giovani a mostrare spesso la parte peggiore di loro stessi attraverso video, foto, gruppi non sempre consoni alla morale e alla legalità, è urgente testimoniare che si può stare in rete in modo sobrio, amicale, solidale. Le energie che nascono dal desiderio di essere visibili possono essere canalizzate verso obiettivi comuni e condivisi con altri per il bene di tutti, estendendo questo impegno anche al di fuori della rete se necessario. Si moltiplicano le iniziative che nascono in rete e poi si concretizzano nella vita reale in incontri, manifestazioni, raccolte di fondi&#8230; Ad animare il testimone digitale devono essere la parole di Gesù che insegna al giovane ricco a farsi prossimo agli altri, ma anche l&#8217;avvertimento &#8220;chi si esalta sarà umilato e chi si umilia sarà esaltato&#8221;. Non è purtroppo scontato. Il convegno di aprile sarà sicuramente un luogo privilegiato dal quale potranno scaturire indicazioni e idee più chiare su cosa vuol dire per un cristiano del terzo millennio essere abitante e testimone del mondo digitale.</p>
<p>Fonte: <a href="http://ieducazione.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/" target="_blank">iEducAzione</a></p>
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		<title>Internet o Tv?</title>
		<link>http://www.religione20.net/2010/03/19/internet-o-tv/</link>
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		<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 05:00:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[educazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Tra i nuovi e vecchi media più frequentati dai giovani di oggi, oltre al telefono cellulare, ci sono sicuramente Internet e la Tv, che negli ultimi anni hanno cambiato il loro volto, non senza conseguenze sulle abitudini e sui comportamenti, specialmente degli adolescenti. Mentre in passato collegarsi ad internet significava compiere ricerche, reperire materiali, inviare [...]<p>Post from: <a href="http://www.religione20.net">Religione 2.0 - Religion 2.0</a><br/><br/><a href="http://www.religione20.net/2010/03/19/internet-o-tv/">Internet o Tv?</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.religione20.net/wp-content/uploads/2010/03/Papa-Piazza-Spagna.png"><img src="http://www.religione20.net/wp-content/uploads/2010/03/Papa-Piazza-Spagna.png" alt="" title="Papa-Piazza-Spagna" width="263" height="382" class="alignleft size-full wp-image-10604" /></a>Tra i nuovi e vecchi media più frequentati dai giovani di oggi, oltre al telefono cellulare, ci sono sicuramente Internet e la Tv, che negli ultimi anni hanno cambiato il loro volto, non senza conseguenze sulle abitudini e sui comportamenti, specialmente degli adolescenti. Mentre in passato collegarsi ad internet significava compiere ricerche, reperire materiali, inviare email, oggi l&#8217;utilizzo della rete da parte dei giovani, è finalizzato soprattutto all&#8217;uso delle chat, dei Social Network e di Youtube. Nel mese di Dicembre si è svolto a Pisa il Convegno annuale della SIP (Società Italiana di Pediatria), dal titolo «La Società degli adolescenti»; in quella occasione sono stati divulgati i <a href="http://www.sip.it/documenti/Comunicato_stampa_2009.pdf" target="_blank">dati di un sondaggio</a> svolto su 1300 studenti delle scuole medie inferiori, di età compresa tra i 12 e i 14 anni, proprio sulle loro abitudini e stili di vita.</p>
<blockquote><p>Che cosa è emerso? Quello che già un po&#8217; si sapeva, che aumenta l&#8217;uso di internet tra i giovanissimi, specie per quanto riguarda Facebook, fenomeno dell&#8217;anno, con oltre il 50 % di adolescenti iscritti, e con un 17 % già intenzionato a farlo. Aumenta però, in controtendenza con gli anni precedenti, anche l&#8217;uso della Televisione: il 23 % degli intervistati dichiara di guardare la Tv più di 3 ore al giorno, alle quali vanno aggiunte, nella maggior parte dei casi, altre 3 ore davanti al computer, per un totale di 5-6 ore davanti ad un monitor.</p></blockquote>
<p>C&#8217;è da dire inoltre che anche la TV ha cambiato il suo volto negli ultimi anni, e ai programmi per ragazzi di tipo ricreativo-documentaristico si sono sostituiti pseudoprogrammi del tutto discutibili come alcuni Reality Show.  Basta osservare i ragazzi nei momenti ricreativi per notare come certe dinamiche di rivalità e di competizione negativa siano entrate nel loro modo di rapportarsi ai coetanei e agli &#8220;amici&#8221;. E non è un caso. La televisione dunque, ed emerge sempre dal <a href="www.sip.it/documenti/Commento_ai_risultati_dell_indagine_2008.pdf" target="_blank">rapporto SIP dell&#8217;anno scorso</a>, peggiora, dal punto di vista qualitativo, le abitudini e i comportamenti degli adolescenti, fino al punto di poter dire che i ragazzi che guardano molta televisione (più di 3 ore al giorno), hanno una propensione significativamente superiore alla media ad assumere fumo, alcol e droga e ad essere indifferenti alle immagini di violenza viste in Tv (51%). Ci sarebbe già abbastanza materiale per spegnere la televisione fino a data da destinarsi, anche se sappiamo bene che in ogni strumento si possono nascondere pericoli e insidie, stà dunque al mondo degli adulti guidare i giovani nel discernimento di ciò che è bello, buono e di ciò che invece non lo è. Rimangono sempre vere a questo proposito le parole di Papa Benedetto XVI pronunciate l&#8217;8 Dicembre nel bellissimo discorso di Piazza di Spagna:</p>
<blockquote><p>Quanto abbiamo bisogno di questa bella notizia! Ogni giorno, infatti, attraverso i giornali, la televisione, la radio, il male viene raccontato, ripetuto, amplificato, abituandoci alle cose più orribili, facendoci diventare insensibili e, in qualche maniera, intossicandoci, perché il negativo non viene pienamente smaltito e giorno per giorno si accumula. Il cuore si indurisce e i pensieri si incupiscono.</p></blockquote>
<p>Credo che ogni educatore, ma anche ogni operatore del mondo delle telecomunicazioni, dovrebbe lasciarsi provocare da queste parole, per far si che ai ragazzi vengano offerte opportunità di crescita attraverso situazioni e prodotti di quella buona qualità che sembra ormai venuta meno.</p>
<p>Fonte: <a href="http://ieducazione.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/" target="_blank">iEducAzione</a></p>
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		<title>Sempre più &#8220;Touch&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 05:00:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[educazione]]></category>
		<category><![CDATA[iPad]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 2010 è stato già definito l&#8217;anno dei Tablet, non solo per l&#8217;uscita dell&#8217;iPad di Apple, ma anche perchè entro la fine dell&#8217;anno è prevista una vera e propria invasione di computer mobili touch o meglio multi-touch, che, lo si voglia o no, saranno lo standard dei prossimi anni. L&#8217;esperienza di comunicazione con il computer [...]<p>Post from: <a href="http://www.religione20.net">Religione 2.0 - Religion 2.0</a><br/><br/><a href="http://www.religione20.net/2010/03/15/sempre-piu-touch/">Sempre più &#8220;Touch&#8221;</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.religione20.net/wp-content/uploads/2010/03/ipad.png"><img src="http://www.religione20.net/wp-content/uploads/2010/03/ipad.png" alt="" title="ipad" width="260" height="166" class="alignleft size-full wp-image-10533" /></a>Il 2010 è stato già definito l&#8217;anno dei Tablet, non solo per l&#8217;uscita dell&#8217;iPad di Apple, ma anche perchè entro la fine dell&#8217;anno <a href="http://www.ipaditalia.it/nel-2010-avremo-oltre-50-tablet-1704.html" target="_blank">è prevista</a> una vera e propria invasione di computer mobili touch o meglio multi-touch, che, lo si voglia o no, saranno lo standard dei prossimi anni.  L&#8217;esperienza di comunicazione con il computer diventerà sempre più &#8220;touchable&#8221; cioè &#8220;toccabile&#8221;, come già era successo per i telefoni cellulari dopo l&#8217;uscita dell&#8217;iPhone e come era stato profetizzato da film come <a href="http://www.youtube.com/watch?v=NwVBzx0LMNQ" target="_blank">Minority Report</a>. Già oggi chi è abituato ad usare un telefono touch quando ha in mano un vecchio telefono cellulare con i classici tasti, è portato quasi istintivamente a toccare lo schermo senza ottenere ovviamente, nessuna risposta dal dispositivo. Il &#8220;touch&#8221; è un meta-linguaggio sicuramente più immersivo rispetto ai classici tastiera e tasti, che sembrano ormai sul viale del tramonto; è più immediato, più diretto, ciò che si vede si tocca e si modifica, un po&#8217; come avviene poi nella vita reale, in cui tutto ciò che vedo, bene o male, lo posso anche toccare e manipolare. Dovrà essere un argomento da approfondire nelle sedi opportune (università, ecc..), anche nella sue implicazioni esistenziali, cioè del rapporto uomo-macchina, oltrechè fisiche. Il mercato comunque andrà avanti e fra poco, anzi a me è già successo, i giovani vedranno come vecchio tutto ciò che non è &#8220;touch&#8221;. Allora viene da chiedersi, è giusto assecondare questo modo di rapportarsi alla tecnologia che avanza? Il vecchio no, il nuovo si?! La nostra fede si basa su qualcosa che è &#8220;vecchio&#8221; ma ancora vivo e attuale come quando è nato. </p>
<blockquote><p>Questo processo di &#8220;invecchiamento rapido&#8221;, iniziato con la società dei consumi, è inesorabile e non saremo certo noi a fermarlo, però come educatori dovremmo richiamare i nostri giovani ad un consumo sobrio e ragionevole della tecnologia; i dispositivi touch sono solo l&#8217;ultimo esempio di quello che è accaduto in passato per le consolle di videogiochi, per i televisori, per i lettori mp3, che oggi costituiscono le cianfrusaglie nelle case del mondo occidentale. Tuttavia c&#8217;è da dire che ai fini dell&#8217;istruzione i dispositivi di nuova generazione possono sicuramente costituire un valido supporto negli apprendimenti, anche per i bambini più piccoli. Opportunamente dosati e controllati, sono sicuro che saranno una opportunità per gli educatori di farne un tesoro per il loro lavoro.</p></blockquote>
<p><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/jdExukJVUGI&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/jdExukJVUGI&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object><br />
_______________________________________________________________</p>
<p><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/j6nDbE1CK3o&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/j6nDbE1CK3o&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p>
<p>Fonte del post: <a href="http://ieducazione.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/" target="_blank">iEducAzione</a></p>
<p>Post from: <a href="http://www.religione20.net">Religione 2.0 - Religion 2.0</a><br/><br/><a href="http://www.religione20.net/2010/03/15/sempre-piu-touch/">Sempre più &#8220;Touch&#8221;</a></p>
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		<title>Come cambia la scrittura nell&#8217;era crossmediale</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 05:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[educazione]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.religione20.net/wp-content/uploads/2010/03/sms.png"><img src="http://www.religione20.net/wp-content/uploads/2010/03/sms.png" alt="" title="sms" width="250" height="123" class="alignleft size-full wp-image-10497" /></a>L&#8217;uso delle apparecchiature digitali, specialmente dei cellulari e del computer, ha modificato o sta modificando, il modo con il quale i ragazzi scrivono e in generale la comunicazione attraverso la rete. Dal linguaggio verbale proprio della vita reale e della televisione, si sta tornando all&#8217;uso massiccio della scrittura, per inviare un sms, chattare su msn, scrivere nei forum, scrittura spesso accompagnata da immagini che completano il testo. La parola d&#8217;ordine è &#8220;essenzialità&#8221;: scrivere in poco spazio, con pochi caratteri, 140 su twitter, 160 per un sms ed eventualmente inserire una immagine o un emoticon (una faccina) che aiuti a rappresentare graficamente quello che vogliamo esprimere.  <em><strong>&#8220;Dmn matt nn c&#8217;è scl, se c 6 c vdm x andare in città, porta qlcn, c si vd + o &#8211; alle 9 anke se piove&#8221;</strong></em>, questo è un messaggio tipico dei nostri giovani che, costretti a rientrare nello spazio fornito loro dalle tariffe dell&#8217;operatore mobile, hanno imparato a comunicare così, anche a scuola quando si mandano i bigliettini tra un&#8217;ora e l&#8217;altra. Si ricorre ai simboli +, -, x, alle contrazioni delle parole generalmente togliendo le vocali, &#8220;semitizzando&#8221; in questo modo la scrittura (le lingue semitiche scritte non hanno infatti le vocali) e si fa ampio uso dei numeri, 6 e 8. A lungo andare questo modo di comunicare potrebbe creare mutamenti nella lingua scritta, se si pensa che a scuola si lamenta già la presenza nei temi e nelle dissertazioni scritte di queste forme abbreviate. Più raramente ciò avviene nelle Università ma è solo questione di tempo. Se è vero che l&#8217;espressione linguistica condiziona però anche il modo di pensare e di ragionare, allora il rischio o la semplice conseguenza di tutto ciò, potrebbe essere l&#8217;evoluzione di un pensiero sintetico, schematico, essenziale. A questo si aggiungerebbero gli effetti di una ormai assodata pratica del multitasking, cioè del compiere più azioni contemporaneamente (scrivere un sms, guardare la tv, giocare ad un videogioco e rispondere ad una mail), che porta con se a quanto sembra, distrazione, incapacità di fermarsi a riflettere, &#8220;velocità&#8221; del pensiero piuttosto che &#8220;profondità&#8221; di pensiero. </p>
<blockquote><p>La comunità scientifica è divisa tra coloro che paventano un futuro in cui le capacità di analisi e di memorizzazione verranno meno, perchè depositate in internet, e coloro che invece vedono anche delle opportunità per lo sviluppo di un pensiero non più &#8220;lineare, sequenziale&#8221; come era quello delle vecchie generazioni, ma &#8220;ipertestuale&#8221; e per questo capace di affrontare le sfide della complessità del mondo che verrà. Nel frattempo genitori ed educatori non possono far altro che affidarsi ancora una volta al buon senso, aiutando i ragazzi e spiegando loro che è possibile utilizzare linguaggi diversi in ambienti diversi, che non bisogna sempre ridurre un discorso o una riflessione a poche semplici frasi, che non è bene fare un uso consumistico dei media a danno della riflessione e della concentrazione. Poche semplici regole che però possono aiutare i giovani a vivere nel loro mondo e nel loro tempo, con consapevolezza e responsabilità.</p></blockquote>
<p>Fonte del post: <a href="http://ieducazione.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/" target="_blank">iEducAzione</a></p>
<p>Post from: <a href="http://www.religione20.net">Religione 2.0 - Religion 2.0</a><br/><br/><a href="http://www.religione20.net/2010/03/12/come-cambia-la-scrittura-nellera-crossmediale/">Come cambia la scrittura nell&#8217;era crossmediale</a></p>
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		<title>Il difficile mestiere di genitore&#8230; digitale&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 05:00:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[educazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Ricordo che quando ero alle elementari, regalai a mio padre un libro, che conserva sempre nella sua libreria, dal titolo, &#8220;Il difficile mestiere di padre&#8221;. Se fare il genitore non è mai stato facile per nessuna generazione, oggi al gap generazionale genitori-figli, si aggiunge anche quello cultural-digitale che non è da poco. Quelle mamme che [...]<p>Post from: <a href="http://www.religione20.net">Religione 2.0 - Religion 2.0</a><br/><br/><a href="http://www.religione20.net/2010/03/10/il-difficile-mestiere-di-genitore-digitale/">Il difficile mestiere di genitore&#8230; digitale&#8230;</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.religione20.net/wp-content/uploads/2010/03/Gesù-e-i-suoi-genitori.jpg"><img src="http://www.religione20.net/wp-content/uploads/2010/03/Gesù-e-i-suoi-genitori.jpg" alt="" title="Gesù-e-i-suoi-genitori" width="230" height="289" class="alignleft size-full wp-image-10439" /></a>Ricordo che quando ero alle elementari, regalai a mio padre un libro, che conserva sempre nella sua libreria, dal titolo, <a href="http://cgi.ebay.it/LIBRO-IL-DIFFICILE-MESTIERE-DI-PADRE-SAGGIO-A44_W0QQitemZ360221363368QQcmdZViewItemQQimsxZ20091229?IMSfp=TL091229179001r11967" target="_blank">&#8220;Il difficile mestiere di padre&#8221;</a>. Se fare il genitore non è mai stato facile per nessuna generazione, oggi al gap generazionale genitori-figli, si aggiunge anche quello cultural-digitale che non è da poco. Quelle mamme che una volta dovevano star dietro ai figli il pomeriggio per svolgere i compiti di casa, o che si dovevano solo preoccupare di preparare la cena per la sera, che sanno usare a malapena il telecomando e il telefono cellulare nelle sua funzioni base, si trovano oggi alle prese con i loro ragazzi sempre più connessi e &#8220;smaliziati&#8221;, tecnologicamente parlando, dunque impreparate ad educare i figli ad un uso corretto dei media, dei quali non conoscono nè i limiti, nè i rischi e neanche le potenzialità. Prima c&#8217;era la scuola che pensava quasi a tutto, a istruire e a educare; gran parte del lavoro dei ragazzi avveniva a scuola, a casa si doveva fare solo la lezione. </p>
<blockquote><p>Oggi a casa c&#8217;è un mondo sconfinato, quello che si apre grazie ad internet, e che la scuola non può più gestire. Solo adesso la comunità scolastica comincia ad entrare nell&#8217;ottica di educare le giovani generazioni all&#8217;uso consapevole delle tecnologie e ci vorrà del tempo perchè ciò accada. E&#8217; ovvio che nel frattempo tutta la responsabilità educativa dei ragazzi ricade sulle spalle dei genitori che non hanno spesso le competenze per affrontarla. Con l&#8217;ingresso delle nuove tecnologie nel panorama giovanile, l&#8217;asse educativo di fatto si è spostato molto in ambito familiare. Non è raro sentire i ragazzi raccontare che a casa possono fare al computer quello che vogliono perchè i genitori non lo sanno neanche accendere e a casa gli insegnanti non ci sono. Quale deve essere il giusto rapporto tra reale e virtuale? Quando è bene staccare la spina e mettersi a leggere un libro? Si deve permettere l&#8217;utilizzo di facebook e di msn? Fino a che punto, in che modo? Molti genitori se lo stanno chiedendo e chiedono a noi educatori di aiutarli in questo difficile compito che è loro affidato, perchè a casa poi sono loro a dover gestire la vita digitale dei figli. Ci vorrebbe anche oggi un bravo scrittore, nonchè educatore, che scriva il sequel di quel vecchio libro ingiallito che ormai appartiene a un passato che non c&#8217;è più&#8230;</p></blockquote>
<p>Fonte del post: <a href="http://ieducazione.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/" target="_blank">iEducAzione</a></p>
<p>Post from: <a href="http://www.religione20.net">Religione 2.0 - Religion 2.0</a><br/><br/><a href="http://www.religione20.net/2010/03/10/il-difficile-mestiere-di-genitore-digitale/">Il difficile mestiere di genitore&#8230; digitale&#8230;</a></p>
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