Che fine hanno fatto i Samaritani?

Posted on Aprile 28, 2008 
Filed Under Cristianesimo, Ebraismo, Mappe

samaritani garizimUn articolo di Illuminato Butindaro sul suo Blog, mi ha spinto ad andare in ricerca di notizie su questo popolo che i cristiani conoscono bene perchè spesso citati nei Vangeli. Che fine hanno fatto dunque i discendenti della Samaritana che Gesù incontrò sul suo cammino presso la città di Sichar?. Ebbene i Samaritani esistono ancora, anche se sono molto ridotti di numero rispetto ai secoli passati. Nel 1996 erano 583, (286 a Kiryat Luza e Nablus; 297 a Neve Marka, Holon): 315 uomini e 268 donne. Mentre la loro origine come popolo e come nome è ancora incerta, ciò che invece sembra ormai un dato storico è che non furono deportati da Sargon II nel 722 a.C. e dopo il ritorno dall’esilio babilonese i Giudei non permisero ai Samaritani di partecipare alla ricostruzione del Secondo Tempio di Gerusalemme non riconoscendoli come veri ebrei. Da una parte dunque i Samaritani si considerano i detentori dell’ortodossia ebraica non contaminata dall’esilio e dai miti babilonesi, dall’altra gli ebrei non ne riconoscono origini e tradizioni. E’ per questo motivo che già a partire dal IV sec. a.C i Samaritani costruirono un santuario indipendente ai piedi del monte Gerizim, presso l’attuale Mablus.

donna samaritanaI Samaritani sono guidati da quattro principi di fede: un unico Dio, il Dio dì Israele; un unico profeta, Mosè figlio di Amram; un unico libro sacro, il Pentateuco nella loro scrittura ‑ di cui una copia manoscritta si trova presso la Biblioteca Ambrosiana di Milano ‑ ovvero la Torah tramandata da Mosè; un unico luogo sacro, il Monte Gerizim. A ciò va aggiunta anche la credenza nel Taheb figlio di Giuseppe, un profeta come Mosè che apparirà nel giorno della Vendetta e della Ricompensa alla fine dei mondo. I Samaritani festeggiano solo le sette festività nominate nella Torah: la Pasqua ebraica; la festa degli Azzimi; la festa delle Settimane (Shavuoth); il primo giorno del Settimo Mese; il giorno dell’Espiazione (Yom Kippur); la festa dei Tabernacoli (Sukkoth); la festa della Torah. A differenza degli Ebrei, i Samaritani non festeggiano Hanukká e Purim. Il nuovo Anno viene festeggiato quattordici giorni prima della Pasqua, e la vigilia di Pasqua è caratterizzata dal sacrificio degli agnelli e capretti sul monte Gerizim. A capo della comunità samaritana c’è il Grande Sacerdote, discendente di Aronne, fratello di Mosè. I Samaritani circoncidono i figli maschi all’ottavo giorno dopo la nascita. Ragazzi e ragazze che completano la lettura della Torah sono considerati «conoscitori della Torah». Essere samaritano oggi richiede di vivere nella terra d’Israele, senza lasciarne i confini storici oppure mantenendovi la residenza se si vive fuori di essa, di partecipare al sacrificio di Pasqua sul Monte Gerizim, di rispettare il Sabato come è scritto nella Torah; la scrupolosa osservanza delle leggi della purità e impurità come sta scritto nella Torah. Chiunque non osservi uno solo di questi doveri non può continuare a vivere all’interno della Comunità.

Ho creato anche una Google maps per localizzare bene il Monte Gerizim e la città di Sichar dove Gesù incontrò la Samaritana.


Visualizzazione ingrandita della mappa

Chi volesse approfondire l’argomento può consultare questi siti:
Livius
Madaba Mosaic Map
Mystae
Wikipedia
Studium Biblicum Franciscanum

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